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I sogni sono fatti di tanta fatica. Forse, se cerchiamo di prendere delle scorciatoie, perdiamo di vista la ragione per cui abbiamo cominciato a sognare e alla fine scopriamo che il sogno non ci appartiene più. Se ascoltiamo la saggezza del cuore il tempo infallibile ci farà incontrare il nostro destino.. Sheva's Blog


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I miei pensieri seguono altre logiche e ho sempre la testa per aria, adoro che i gabbiani ci volino sopra e cerco sempre un motivo per sorridere. Mi si ama o mi si odia, ma difficilmente mi si inquadra... eppure sono cosi' semplice!!! Qualcosa di etereo, inafferrabile e prepotentemente presente, chiaro no?

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domenica, 11 maggio 2008

Domani..appuntamento a Napoli

ROSSONERA IN TRASFERTA




Sussurrato da cloe77
...alle 01:51

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milan, me stessa

 

giovedì, 21 febbraio 2008


Sussurrato da cloe77
...alle 16:46

commenti (1)
andriy

 

giovedì, 03 gennaio 2008

Tutti ai piedi del Milan. Per la quarta volta campione del mondo. E di Kakà, ancora una volta interprete di una gara sontuosa che amplifica la sua grandezza. L'impero colpisce ancora grazie alla classe e a un'esperienza contro la quale gli argentini non possono nulla. Un primo tempo spigoloso in cui a Inzaghi replica Palacio. Una ripresa spettacolare dove Pippo replica, Kakà illumina e Nesta si toglie una grande soddisfazione. E' la serata di Maldini. E' l'ennesimo trionfo di Pippo Inzaghi che si regala una doppietta e si conferma il più spietato attaccante vivente: mai nessuno prima di lui aveva segnato in ogni tipo di competizione. Il Milan con il trionfo di Yokohama conquista la sua diciottesima coppa e diventa la squadra più vincente al mondo.
TATTICA - Daniele Bonera e Paolo Maldini esterni in difesa; Filippo Inzaghi in attacco. Ecco le tre varianti rossonere anti-Boca, rispetto alla gara contro l'Urawa. Una sola quella del Boca rispetto alla semifinale con l'Etoile di Sahel: Gonzalez al posto di Vargas. Squadra tosta quella argentina: orgogliosa, che fa della disciplina tattica la sua arma migliore. Alla qualità e all'esperienza del Milan oppone il gruppo, la furbizia e la compattezza. I rossoneri partono con il piglio giusto: prendono le misure e si affidano alle cavalcate di Kakà. Il brasiliano in mezzo è una furia incontenibile. Peccato che non possa contare sui supporti di fascia. Bonera, che è stato messo per contenere, e Maldini non spingono e i rossoneri sono costretti a marciare centralmente, faticando più del dovuto per il pressing sull'uomo degli argentini.
PAZZESCO PIPPO - C'è subito Inzaghi. E lo dimostra al 5' con velenoso diagonale che sfiora il palo alla destra di Caranta. Ma il Boca non si fa spaventare. Scaltro e veloce sfrutta la superiorità numerica a centrocampo, dove Seedorf non supporta, mettendo in crisi gli interditori di reparto. Spinge il Boca e Dida va venire i brividi all'11' con un'uscita a vuoto. Ma il Milan non si scompone; Ancelotti varia il modulo trasformandolo in un 4-3-1-2, con Kakà che va a spalleggiare Inzaghi e Seedorf dietro le punte. Al 23' arriva il gol. Dopo l'ennesima proiezione, Kakà va a sbattere su un difensore, sulla respinta tocca per Inzaghi che non sbaglia. Ma l'onda dell'entusiamo si trasforma in uno tsunami, perché il Milan ripropone immagini già viste. La difesa infatti si scioglie al 23' su un innocuo angolo corto e sul cross successivo in cui Palacio ha tutto il tempo di intervenire di testa, in mezzo a 6 rossoneri immobili, e battere Dida. Un atteggiamento sconcertante ribadito al 26' quando Gonzalez, indisturbato di testa sfiora il palo. Partita difficile. Il Milan paga la mancanza di gioco sulle fasce e allo stesso tempo concede troppo gioco al Boca sui corridoi esterni. Russo ha uomini buoni su cui contare. Organizzati in difesa, dove Paletta è un muro; rocciosi a centrocampo, dove brilla la stellina Banega, e ricchi di esperienza in attacco, dove Palermo e Palacio fanno sudare sette camicie alla difesa rossonera.
KAKA' MERAVIGLIAO - Ci vuol ben altro approccio per battere il Boca. Il Milan i mezzi li ha e il suo avvio nella difesa promette scintille. Più veloce e ordinato, più coperto sulle fasce, con la spinta di un Seedorf più convincente e con le magie di Kakà. Il baricentro più avanzato funziona; mossa che impone agli argentini ad arretrare. Musica per i rossoneri che passano al 5'. L'occasione arriva su una punizione di Pirlo su cui Ambrosini manca la palla; errore in cui non incorre Nesta che con un bolide infila il 2-1. Ma non si arrende il Boca che colpisce il palo, davvero clamoroso e rumoroso, con Ibarra. Proiezioni che scoprono però gli argentini, trafitti puntualmente dalle imponenti ripartenze di Kakà. Come quella del 16' che porta al 3-1. Qualcosa di travolgente: il brasiliano scende potente e leggero sulla sinistra, penetra in area e da posizione angolata mette la sua firma sulla finale. Entra Emerson per Gattuso. Muscoli a centrocampo. In tempo per assistere all'ennesimo capolavoro di Kakà che dopo avere ubriacato il Boca mette in mezzo all'area per Inzaghi. Superpippo non si lascia scappare la grande occasione e con la sua doppietta fissa il 4-1.
SCHERMAGLIE FINALI - Infastidisce l'espulsione di Kaladze per un fallo al limite su Gracian, entrato al posto di Cardozo. Entrata dura, ma eccessivamente punita, come quella di Ledesma, inserito al posto di Gonzalez, per un fallo su Kakà. Poco dopo avere segnato il secondo gol del Boca, con la deviazione decisiva di Ambrosini. Il fischio finale arriva al 93': Paolo Maldini alza l'ennesima coppa.
Questa è davvero leggenda.

Sussurrato da cloe77
...alle 15:21

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milan

 

giovedì, 03 gennaio 2008

Secondo la stampa inglese il Milan sarebbe disposto a spendere subito per riavere Shevchenko . L'attaccante ucraino, mai dimenticato dai tifosi rossoneri, non gioca con continuità al Chelsea, e secondo il 'Sun', il consulente del mercato milanista Bronzetti sarebbe pronto a volare a Londra per riportare Sheva in Italia a già a gennaio. Sul piatto ci sarebbero 14 milioni di sterline, circa 19 milioni di euro

Andriy Shevchenko potrebbe tornare al Milan già da gennaio, è una notizia che si sente da mesi, ma stavolta si parla anche di cifre. Secondo il 'Sun' l'attaccante ucraino, che con la squadra rossonera è entrato nella storia recente del calcio, lascerebbe il Chelsea, squadra che finora lo ha quasi completamente ignorato. Si parla di un'offerta di circa 19 milioni di euro, praticamente la metà di quanto il Milan aveva incassato dalla sua vendita alla formazione londinese. Per questo motivo nella capitale londinese sarebbe presente Ernesto Bronzetti, anche perché in questi due anni il club di via Turati non è risucito a trovare un degno sostituto in attacco, in grado di garantire un certo numero di reti.

Un'alternativa che può sembrare sempre più probabile soprattutto se Ronaldo, come pare, dovesse rimanere in Brasile. A Londra del resto, l'addio alla panchina di Jose Mourinho non è coinciso con una rivalutazione di Shevchenko, che pure nell'ultimo incontro disputato con la maglia dei Blues ha realizzato una splendida doppietta contro l'Aston Villa. Lo stesso amministratore delegato del Milan Adriano Galliani si è sempre detto disposto a riconsiderare l'opzione del giocatore ucraino. Con il Milan Shevchenko ha realizzato 127 reti in 208 partite di campionato disputate fra il 1999 e il 2006.


Ennesima bufala giornalistica? Forse..visto che a gennaio Pato è l'extracomunitario tesserato!


Sussurrato da cloe77
...alle 15:15

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milan, andriy

 

giovedì, 14 giugno 2007

Sfiduciato, disilluso, abbandonato. Così si sente Andriy Shevchenko, dall'altra parte dell'Oceano, partito con la moglie Kristen e i piccoli Jordan e Cristian per il mare delle isole Barbados. Dopo il trionfo della sua ex squadra in Champions League, il centravanti si era augurato che una parte del tesoretto riversato nelle casse della società di via Turati venisse destinato alla sua pratica. «Sono molto contento per il Milan, per tanti motivi» dichiarò sibillino la notte del 23 maggio dalla sua casa di Londra. Del resto le parole di Silvio Berlusconi prima («per Sheva le porte non sono aperte, sono spalancate»: promessa diffusa la notte del 2 maggio, dopo la partita perfetta con il Manchester United), e di Adriano Galliani poi («per Andriy terremo libero per i prossimi due mesi il posto da extracomunitario»: proclama sventolato il 9 maggio scorso a Milanello) lo avevano autorizzato a confidare nel grande rientro.

Persino la bella moglie americana, additata come la grande burattinaia della fuga al Chelsea, stanca di vedere il marito depresso, aveva benedetto la scelta di tornare a Milano: proprio nei giorni in cui i rossoneri conquistavano la Coppa dei Campioni, Kristen Pazik confidava a Chi: «In Italia ci sentiamo a casa: vedrei bene Andriy al fianco di Ronaldo, uno dei miei giocatori preferiti». In quei giorni era francamente difficile escludere l'happy end alla vicenda. Tanto che l'ucraino era piombato a Milano subito dopo la fine del campionato per rinnovare il permesso di soggiorno italiano. Cosa è successo nelle ultime due settimane? Niente. È appunto questa mancanza di notizie, di contatti, di messaggi che inquieta l'attaccante. Che attraverso i giornali ha saputo di essere scivolato dalla testa della hit parade dei desideri milanisti al secondo posto, dietro Samuel Eto'o (ammissione di Galliani in Sardegna). Di certo dietro i tentennamenti della dirigenza milanista si celano diversi fattori: 1) la richiesta esorbitante ma comprensibile di Roman Abramovich, disposto a privarsi del suo gioiello per una cifra non inferiore ai 30 milioni di euro; 2) le perplessità di diversi esponenti autorevoli dello spogliatoio milanista che non hanno digerito l'addio frettoloso del campione di Kiev nell'estate tribolata di Calciopoli; 3) la volontà di puntare su nomi nuovi. Star, magari più giovani (come il camerunese del Barça), che non abbiano problemi di relazioni complicate da riallacciare nell'ambiente. Campioni sui quali convergerebbe l'assenso di tutti i tifosi e non solo di una parte. Sheva è pessimista ma non ha ancora spento il cellulare.


Sussurrato da cloe77
...alle 15:39

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andriy

 

giovedì, 24 maggio 2007


Tutte le paure di questi giorni...della vigilia...di stamattina fino a stasera, il cuore che batteva all'impazzata, tutto si è accumulato nel giro di 3 minuti, quegli ultimi secondi che ci separavano da lei..
e alla fine....

E' NOSTRA!!!!

Ho urlato..ho saltato..ho temuto...(ho bestemmiato   ) e alla fine ho pianto di gioia, un pò di tempo per crederci davvero..ma le immagini parlavano chiaro.
Quel biglietto pronto per me..avrei potuto essere lì come con il Manchester..ma per stavolta ho solo saltato la corsa!
Ora tutti per miracolo tifosi del Milan...ma dov'eravate quando la squadra ne aveva bisogno, dov'eravate quando la squadra era in crisi?Bisognava crederci...e alla fine solo chi ci ha creduto è arrivato a stasera!!!!


IO NON TI HO MAI ABBANDONATO!!!!


 


Sussurrato da cloe77
...alle 01:34

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songs, milan, me stessa

 

mercoledì, 23 maggio 2007

TURNO

MILAN

LIVERPOOL

Preliminari Milan-Stella Rossa 1-0  Liverpool-Maccabi Haifa 2-1
  Stella Rossa-Milan 1-2  Maccabi Haifa-Liverpool 1-1
Fase a Gironi Milan AEK Atene 3-0  PSV-Liverpool 0-0
  Lille-Milan 0-0  Liverpool-Galatasaray 3-2
  Anderlecht-Milan 0-1  Bordeaux-Liverpool 0-1
  Milan-Anderlecht 4-1  Liverpool-Bordeaux 3-0
  AEK Atene-Milan 1-0  Liverpool-PSV 2-0
  Milan-Lille 0-2  Galatasaray-Liverpool 3-2
Ottavi di Finale Celtic Glasgow-Milan 0-0  Barcellona-Liverpool 1-2
  Milan-Celtic Glasgow 1-0  Liverpool-Barcellona 0-1
Quarti di Finale Milan-Bayern Monaco 2-2  PSV-Liverpool 0-3
  Bayern Monaco-Milan 0-2  Liverpool-PSV 1-0
Semifinali Manchester UTD-Milan 3-2  Chelsea-Liverpool 1-0
  Milan-Manchester UTD 3-0  Liverpool-Chelsea 1-0 (5-1 dcr)

 CHE TENSIONE...
 


Sussurrato da cloe77
...alle 17:24

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milan, me stessa

 

martedì, 08 maggio 2007

La società invita Shevchenko alla finale di Champions ad Atene contro il Liverpool. L'attaccante del Chelsea accetta con entusiasmo. Si tratta di un altro atto d'amore: si sta lavorando per riportare l'ucraino al Milan. Il fatto che sia extra-comunitario non è un problema perchè i rossoneri stanno per cedere il brasiliano Ricardo Oliveira (al Parma?).

Andriy Shevchenko sarà operato di ernia inguinale nella giornata di martedì. Lo ha comunicato la società inglese attraverso una nota comparsa sul sito internet.

L`ex giocatore del Milan, che a causa di questo problema era stato costretto a saltare la sfida di ritorno con il Liverpool costata al Chelsea la finale di Champions League, sara` sottoposto all'intervento chirurgico nella giornata di martedì.

IN BOCCA AL LUPO CAMPIONE!!!


Sussurrato da cloe77
...alle 17:53

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andriy

 

giovedì, 03 maggio 2007

ragazzi...davvero GRAZIE
io ancora devo riprendermi da ieri, esperienza indimenticabile, partita perfetta, atmosfera unica..
questo è il MILAN!!!!!!!!
l'adrenalina a mille, la tensione che ti assale, la paura...la voglia di essere lì in mezzo al campo affinchè la palla entri in rete, e alla fine la gioia immensa..ancora non riesco a descrivere tutte le emozioni che mi sono passate addosso ieri!!!
e tutto questo grazie a voi!!!!!!!!!!!!
RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA COPPA!!!!!!!!!!!!




Sussurrato da cloe77
...alle 16:36

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milan, me stessa

 

giovedì, 14 dicembre 2006

Londra, 29 novembre 2006

Il popolare 'Sun' non ha dubbi: il Chelsea potrebbe dare Andriy Shevchenko in prestito al Milan fino al termine della stagione. Il Milan, che durante l'estate ha lasciato partire Sheva per 45 milioni di euro, pagherebbe l'ingaggio del giocatore nei prossimi 6 mesi, più o meno la stessa cifra che fino all'anno scorso rappresentava lo stipendio dell'ex rossonero per l'intera stagione.

Il Chelsea, scrive il Sun, non è assolutamente soddisfatto del rendimento della punta, che sinora è andato a segno solo 3 volte. Il tecnico dei blues, Jose Mourinho, non si opporrebbe alla partenza dell'ucraino. Anzi. L'unica condizione posta dall'allenatore portoghese al patron Roman Abramovich è l'acquisto di un altro attaccante. L'uomo giusto per Mourinho è David Villa, del Valencia, che ha già fatto sapere di non volersi privare della punta, che ha una clausola di rescissione di 100 milioni di sterline (ca. 150 milioni di euro).

30/11/2006

L’operazione Shevchenko è partita. Il Milan sta cercando di riportare il fuoriclasse ucraino in rossonero con una formula, ovviamente da concordare con il Chelsea, che prevede il prestito gratuito fino al termine della stagione con il pagamento dell’ingaggio a carico della società di Via Turati. I dirigenti milanisti sono al lavoro per capire i margini di manovra e per limare i dettagli. Se fino a qualche tempo fa questo clamoroso ritorno era soltanto un’ipotesi per sognare i tifosi, adesso si può affermare con assoluta certezza che esiste un fondamento di verità.
PROGETTO GIA’ AVVIATO I rapporti tra il Milan e il Chelsea sono ottimi e ciò è testimoniato dagli affari che si sono conclusi tra i due club nelle ultime stagioni. Da Crespo a Shevchenko passando per il mancato trasferimento di Kaladze a Londra che, tuttavia, non suscitò la rabbia degli inglesi. Il discorso impostato da Galliani e Braida è sostanzialmente questo: Shevchenko non si trova bene nel Chelsea, ha evidenti problemi con il gioco di Mourinho, vorrebbe tornare in Italia, noi siamo disposti ad accoglierlo e potremmo restituirvelo a giugno 2007 in perfetta forma, esattamente come abbiamo fatto con Crespo.

30/11/2006

Quasi a zittire le voci di una sua presunta volontà di tornare al Milan, Andriy Shevchenko ha dichiarato dal sito del Chelsea che il suo obbiettivo è vincere con il club inglese.

"Dò ogni volta il 100% e penso solo al Chelsea, con cui voglio raccogliere successi - ha dichiarato Sheva - Ho un rispetto totale per il Chelsea e i suoi tifosi, così come per il calcio inglese e la cultura del Paese. Nello sport ci sono momento buoni e meno buoni, questo è normale e accetto le opinioni e le critiche nei miei confronti".

03/12/2006

Secondo quanto riportato dal tabloid britannico News of the World, il tecnico del Newcastle Glenn Roeder starebbe monitorando con grande interesse l'intricata vicenda di Andriy Shevchenko: il sogno del manager dei Magpies è quello di ottenere dal Chelsea il prestito fino al termine della stagione dell'asso ucraino, per porre definitivamente la parola fine agli atavici problemi dell'attacco bianconero, alle prese con gli infortuni di Owen e Ameobi e le deludenti prestazioni di Martins e Luque. "E' un affare che porterebbe benefici ad entrambe i club - dichiara un portavoce del Newcastle -. Permetterebbe a noi di risolvere i problemi in avanti, e al Chelsea di rigenerare il giocatore senza favorire una diretta concorrente al titolo".

7/12/2006

Finora è stato a guardare, ad ascoltare tutte le voci circolate nell'ultimo periodo sul suo futuro. Al Chelsea non trova spazio, il Milan ha bisogno di lui.
Andriy Shevchenko rompe finalmente il silenzio e parla al 'Guardian': "Se Mourinho non è soddisfatto del mio rendimento, sono pronto a tornare in Italia per dimostrare quanto di buono posso ancora fare".
"Qui mi sento a casa - ha detto l'ucraino -. Sfortunatamente il mio modo di giocare non soddisfa il tecnico".
"Un ritorno al Milan? Di questa cosa non ne ho ancora discusso con la dirigenza e probabilmente i vertici del club non hanno ancora deciso. Ma se dovesse succedere, io sarei pronto a fare le valigie".
"Ho molta fiducia nelle mie potenzialità. Se qualcuno qui non è soddisfatto allora tornerò in Italia senza problemi, e dimosterò quanto di buono posso ancora fare".
E ancora: "Non sono un giocatore finito, non ho niente da dimostrare a nessuno. Tutti sanno cosa Andriy Shevchenko è in grado di fare. Abramovich?Roman è un mio amico ed è completamente dalla mia parte, ma l'unica cosa che può fare è insistere sul prestito anzichè valutare l'ipotesi della cessione".

8/12/2006

Una smentita di facciata? Forse. Con un comunicato apparso sul sito ufficiale del Chelsea, Andry Shevchenko ha smentito le dichiarazioni attribuitegli dal Mirror, secondo cui il bomber ucraino era pronto a lasciare la squadra inglese per tornare agli amati colori rossoneri. L'intervista - secondo il sito - sarebbe una libera interpretazione di parole dette in passato, in particolare sarebbe stata ripresa un'intervista rilasciata da Sheva alla rivista russa ProSport nelle scorse settimane. "Voglio dare il 100 per cento per la mia attuale squadra - dice l'attaccante - e ho fame di successi con questa maglia. Ho totale rispetto per il Chelsea, per i suoi tifosi e per la cultura calcistica inglese. E' normale nella vita di un calciatore avere momenti buoni e altri meno positivi. Se mi dispiace fare la seconda punta con Drogba? No, l'ho gia' fatta nel Milan".

11/12/2006

Berlusconi ha poi definito Shevchenko 'un argomento chiuso'.

13/12/2006

Andriy Shevchenko è sulla porta e fa un cenno di saluto in direzione del taxi che sta accostando. Indossa la tuta del Chelsea, azzurro profondo, cromaticamente così diversa da quella del Milan. La stretta di mano è vigorosa, però gli occhi sono lo specchio del suo stato d'animo: che non è certamente quello degli anni italiani. Sheva sembra addirittura impaurito («No, no... È che voglio vivere tranquillo: sono stanco di tutte le voci, sono stanco di smentite»). Andriy prende la scala mobile e attraversa deciso la hall dell'albergo a quattro stelle che fa parte dell'arredamento di Stamford Bridge, la casa del Chelsea. Clienti, soprattutto business men, lo osservano curiosi. In Italia avrebbero fatto la coda per la foto e per l'autografo. «Vivo qui, a cinque minuti dallo stadio, e mi trovo bene». A dar retta ai lineamenti tirati, non si direbbe. Prima di isolarsi dal resto del mondo (in testa l'Italia) e di cambiare numero di telefono, aveva ricevuto un messaggio da Alberto Zaccheroni, il suo primo allenatore italiano: non mollare. «E io gli ho risposto subito. È stato molto carino con me. Ho un rapporto speciale con Zac, ma sono in affettuosi rapporti con tutti quelli con cui ho lavorato».

Andriy dice di essere un uomo felice ma a noi, che l'abbiamo visto sbarcare a Milano giovinetto, con la faccia smarrita e una improponibile camicetta griffata, ha dato l'impressione di essere un uomo pieno di dubbi. Sfoglia distrattamente i giornali italiani prima di soffermarsi su una grande foto di Crespo. «Come sta andando Hernan?». Benone, tra campionato e Coppe ha già segnato 9 gol... «Sono proprio contento per lui. Ma io, anche se non sembra, con il Chelsea ne ho segnati 6» (come dire: non c'è poi questa grande differenza).Andriy controlla pure la classifica della serie A: «Senza la penalizzazione il Milan adesso sarebbe... uno, due, tre, quattro, cinque... Sarebbe quinto con la Lazio». E se non avesse avuto la penalizzazione e avesse avuto ancora Shevchenko, forse sarebbe addirittura un po' più su. Vero Andriy? «L'ho già detto e lo ripeto, una volta per tutte. Io ho grande rispetto per il Milan e per i suoi tifosi, specialmente quelli della curva. A tutti invio un grande abbraccio e un saluto perché mi sono rimasti nel cuore. Però io ho fatto una scelta e non è giusto che, tre mesi dopo, possa pensare di tornare sui miei passi».

E allora come sono nate tutte le indiscrezioni degli ultimi giorni?
«Non ne ho idea. Io so soltanto che ci sono momenti difficili e momenti facili, ma quando fai una scelta devi andare fino in fondo».
Anche Berlusconi sarebbe stato contento se lei avesse deciso di tornare.
«Ah, il presidente. Per lui nutro un grandissimo affetto. Ha fatto tanto per me».
Vero: le ha permesso di andarsene...
«Non voglio più spiegare certe cose. Basta. In questi mesi ho parlato pochissimo apposta. Una persona deve avere il tempo per ambientarsi. Qui è tutto nuovo: il club, la lingua, il modo di giocare. È tutto diverso».
Dica la verità: davvero non ha mai pensato di tornare a Milano? Neppure per un attimo?
«Uno che fa una scelta precisa e lascia una grande società dove è stato bene per sette anni, per andare in un'altra grande società, mica può mollare subito. Anche se il momento è difficile».
Ha mai sentito Galliani?
«Certo che l'ho sentito. Per salutarlo, per amicizia».
Lei è finito nel mirino della stampa inglese e di quella italiana. Differenze?
«Qui non conosco bene la situazione come in Italia. E poi non leggo i giornali. So che si parla di tante cose. Ho la mia strada e la seguo. I giornali oggi scrivono in un modo, domani scrivono in un altro».
Però gli inglesi si sono permessi di fare il conto di quante bottiglie di vodka avrebbe potuto comperare Abramovich con i 45 milioni di euro spesi per il suo acquisto (ride, è l'unica volta).
«Io porto rispetto per tutti. Possono scrivere quello che vogliono».
Senta, Sheva. Non si sente un po' in colpa per avere lasciato il Milan in queste condizioni?
«Il Milan riemergerà».
Sì, però intanto sta viaggiando ad un ritmo che porta diritto in serie B.
«Ma la squadra in questo momento sta andando così perché ha tanti giocatori stanchi e tanti infortunati. Quasi tutti i milanisti hanno giocato i Mondiali. Sono sicuro che a gennaio si riprenderanno alla grande».
Complimenti per l'ottimismo. «Ho fiducia al 100 per cento nei miei ex compagni e nell'allenatore. I tifosi in questi momenti difficili devono sostenere i ragazzi».
A proposito di allenatore, ha più sentito Ancelotti?
«Carlo l'ho sentito un paio di mesi fa per il mio compleanno. Mi ha fatto gli auguri».
Ha idea di come potrebbero accoglierla i tifosi se lei, con il Chelsea, dovesse tornare a San Siro?
«Ora ho talmente tanti pensieri per la testa che non ne voglio aggiungere altri. Comunque vorrei che una cosa del genere non succedesse mai».
Pare che Maldini e Gattuso fossero contrari all'eventualità di un suo ritorno.
«Parlo spesso con tanti giocatori del Milan, ma non ho mai affrontato un argomento del genere. Anche perché non torno».
Però certe cose sono state scritte. Possibile che si tratti sempre di invenzioni?
«Non mi interessa. Conosco bene i miei ex compagni e non credo a quello che è stato scritto».
Come si sente un grande attaccante senza gol? È una situazione frustrante?
«Non è che non faccio più gol. Non ne segno tanti e con la stessa regolarità di prima. La verità è che qualche gol lo faccio ancora. Noi calciatori non siamo macchine. Ci sono periodi in cui la ruota gira in un modo: bisogna crederci».
Differenze tra il gioco del Chelsea e quello del Milan.
«Sono totalmente diversi. Il Milan fa più possesso palla, qui la manovra è molto più veloce».
Qualcuno sostiene che lei abbia sbagliato squadra. Venendo in Inghilterra, avrebbe dovuto scegliere l'Arsenal, più adatto alle sue qualità.
«Ora io sono qui e mi devo adattare a questo tipo di gioco e a tutto quello che chiede questo allenatore».
Mourinho ha detto che lei non è tra gli intoccabili. Commenti?
«Questa cosa non mi dà fastidio per niente. Una grande squadra non può garantire il posto ad alcuno. Se non sei in grado di dare quello che pretende l'allenatore, allora è giusto che giochi qualcun altro».
Non è che l'amicizia con Abramovich si sia trasformata in un boomerang per lei?
«Io sono stato voluto dalla società. Abramovich è il mio presidente e io sono un giocatore del Chelsea. Il nostro rapporto è questo. Il resto sono chiacchiere».
Proprio ieri il Times scriveva che lei sembra il tassello di un puzzle finito nella scatola sbagliata.
«Io mi sto impegnando al 100 per cento. Alla fine si vedrà se il posto è quello giusto oppure no».
Cosa le manca dell'Italia?
«Mi mancano gli amici e mi manca il cibo. Anche qui a Londra cerco di mangiare all'italiana, ma non è la stessa cosa».
E che cosa invece non le manca?
«La pressione. Qui ti lasciano vivere in maniera normale».
Stando ad indiscrezioni, a fine carriera lei potrebbe diventare presidente del Chelsea.
«In questo momento mi sforzo di vivere il presente. È troppo presto per dire certe cose».
Che cosa le ha dato più fastidio del polverone di questi giorni?
«Mi infastidisco quando pubblicano cose che non ho mai detto».
Allude all'Italia o all'Inghilterra?
«Dappertutto».
Potendolo, chi si sarebbe portato dal Milan per giocare con lei nel Chelsea?
«Per cortesia, non voglio rispondere a queste domande».
Ma è un divertimento.
«Questo non è il momento per divertirsi. Qui se una cosa è bianca, è bianca. E se una cosa è nera, è nera».
Sheva, con il senno di poi, rifarebbe la scelta che ha fatto?
«Quando uno prende una strada, la deve seguire fino in fondo. Soltanto alla fine potrà valutare se le cose sono andate bene oppure no».


COME FINIRA'????????

 


Sussurrato da cloe77
...alle 01:50

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Andriy Shevchenko, fantastico calciatore in forza nelle file del Milan, è nato nel paese di Dvirkiyshchyna vicino Yahotyn nella provincia di Kiev. Alto 183 cm, è nato il 29 settembre del 1976 e pesa 73kg. Come succede a tutti i campioni il suo talento si rivela precocemente: a 9 anni viene segnalato dal tecnico delle giovanili della Dinamo Kiev, che subito lo recluta nella sua compagine con risultati entusiasmanti, risultando spesso il miglior marcatore nei tornei Under 14. La prima apparizione di Andriy nel grande calcio avviene nell'inverno del 1993, quando passa nelle file della seconda squadra della Dinamo. Le prime partite sono giocate sul filo dell'emozione, sull'incredulità di essere finalmente diventato un professionista, ma il talentuoso calciatore non delude: diventa il miglior cannoniere della stagione con 12 gol, risultato che gli frutta l'automatico accesso nella nazionale olimpica, dove si comporta egregiamente. Con la Dinamo il campione ucraino vincerà ben cinque campionati consecutivi e tre Coppe d'Ucraina. Inevitabile quindi il suo ingresso, di lì a poco, nel circuito del grande calcio internazionale. In Champions League Shevchenko mostra una media gol da brivido: 26 reti in 28 partite. Tra le sue reti nella massima competizione europea in quel periodo, e' da ricordare la tripletta realizzata al Nou Camp contro il Barcellona, l'evento che appunto lo fa notare in tutta Europa. Dopo l'ennesima conquista del titolo di capocannoniere nell'edizione del campionato 1998-99, le sue quotazioni salgono vertiginosamente e i club europei fanno a gara per aggiudicarselo. giornali sportivi segnalano in lizza squadre come il Manchester United, il Real Madrid, il Barcellona ed il Milan. E' proprio il club italiano che la spunta aggiudicandosi la stella dell'Est per una cifra che si aggira intorno ai 45 miliardi delle vecchie lire. Nella tifoseria rossonera, ancora prima di arrivare, Shevchenko e' già visto da tutti come un fenomeno. Ci si trova di fronte un ragazzo con qualità indiscutibili: velocità, tecnica e senso del gol sono le caratteristiche che colpiscono a prima vista, tanto che il campione, già nelle prime apparizioni nel campionato italiano, diviene l'idolo dei tifosi ed una pedina insostituibile negli schemi del mister. Nessuno, in fondo, si sarebbe aspettato da lui una partenza così fulminea. Andriy debutta in rossonero a Lecce e già in quella prima partita segna un gol. Il primo di tanti. Termina la sua prima stagione nel campionato più bello (e difficile) del mondo conquistando meritatamente la classifica cannonieri con 24 reti in 32 partite. Sheva diventa padre alla fine di ottobre e conquista il meritatissimo Pallone d'oro nel mese di dicembre. Sempre pacato, educato e corretto in campo, come nella vita, Andriy Shevchenko ha dimostrato maturità e sensibilità dedicando la vittoria di questo prestigioso riconoscimento europeo all'Ucraina, dove la sua gente sta vivendo una difficile e tormentata situazione politica. Andriy non ha nostalgia della sua amata Ucraina, a Milano c'è tutta la sua famiglia: Ljuba, la madre, Nikolai, il padre, Lena, la sorella, Andrij, il cognato al quale l'attaccante è molto affezzionato. Da quando si è ricomposto il nucleo familiare, i progetti a lunga scadenza si dipanano intorno a casa Shevchenko: Lena e il marito, che a Kiev erano attori di teatro, hanno cominciato a prendere lezioni di italiano, Ljuba e Nikolai cercano di adeguarsi facendosi aiutare da radio e tv, e Andriy stesso cerca di guardare molti film in italiano per proghedire nello studio ora che non ha più il tempo di seguire le lezioni. E dove non possono i film, dove manca la scuola cerca di rimediare Massimo Ambrosini, altro inseparabile di Shevchenko; i due hanno più o meno la stessa età e sono compagni di stanza. Hobby: Tennis, pattinaggio sul giaccio, passeggiare nei parchi, le auto. Idoli: Tutta la Dinamo Kiev del 1986, Pelè, Zico, Platini, Vaikule. Cantanti preferiti: Freddie Mercury e Laia Vaikule. Attori preferiti: Alexander Abdulov e Julia Roberts. Film preferito: "The Goalkeeper" Drink preferito: Succo d'arancia e di mela. Piatto preferito:Il barbecue e tutta la cucina italiana. Scuderia preferita: Ferrari. Piloti preferiti: Schumacher, Alesi.

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