



Il mio cuore
I sogni sono fatti di tanta fatica.
Forse, se cerchiamo di prendere delle scorciatoie,
perdiamo di vista la ragione per cui abbiamo cominciato a sognare
e alla fine scopriamo che il sogno non ci appartiene più.
Se ascoltiamo la saggezza del cuore
il tempo infallibile ci farà incontrare il nostro destino..
Segui i miei pensieri
I miei pensieri seguono altre logiche e ho sempre la testa per aria, adoro che i gabbiani ci volino sopra e cerco sempre un motivo per sorridere. Mi si ama o mi si odia, ma difficilmente mi si inquadra... eppure sono cosi' semplice!!! Qualcosa di etereo, inafferrabile e prepotentemente presente, chiaro no?

SEMPLICEMENTE AMO
Il MiO PaPy, I Miei MiGliOrI AmiCi,I PoPCoRn,I Miei MiCioTTi,l'Inghilterra, Roma, i delfini...e


SEMPLICEMENTE ODIO
Le Persone presuntuose, la maleducazione, i voltafaccia e gli egoisti.


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Domani..appuntamento a Napoli
ROSSONERA IN TRASFERTA 

Secondo la stampa inglese il Milan sarebbe disposto a spendere subito per riavere Shevchenko . L'attaccante ucraino, mai dimenticato dai tifosi rossoneri, non gioca con continuità al Chelsea, e secondo il 'Sun', il consulente del mercato milanista Bronzetti sarebbe pronto a volare a Londra per riportare Sheva in Italia a già a gennaio. Sul piatto ci sarebbero 14 milioni di sterline, circa 19 milioni di euro
Andriy Shevchenko potrebbe tornare al Milan già da gennaio, è una notizia che si sente da mesi, ma stavolta si parla anche di cifre. Secondo il 'Sun' l'attaccante ucraino, che con la squadra rossonera è entrato nella storia recente del calcio, lascerebbe il Chelsea, squadra che finora lo ha quasi completamente ignorato. Si parla di un'offerta di circa 19 milioni di euro, praticamente la metà di quanto il Milan aveva incassato dalla sua vendita alla formazione londinese. Per questo motivo nella capitale londinese sarebbe presente Ernesto Bronzetti, anche perché in questi due anni il club di via Turati non è risucito a trovare un degno sostituto in attacco, in grado di garantire un certo numero di reti.

Sfiduciato, disilluso, abbandonato. Così si sente Andriy Shevchenko, dall'altra parte dell'Oceano, partito con la moglie Kristen e i piccoli Jordan e Cristian per il mare delle isole Barbados. Dopo il trionfo della sua ex squadra in Champions League, il centravanti si era augurato che una parte del tesoretto riversato nelle casse della società di via Turati venisse destinato alla sua pratica. «Sono molto contento per il Milan, per tanti motivi» dichiarò sibillino la notte del 23 maggio dalla sua casa di Londra. Del resto le parole di Silvio Berlusconi prima («per Sheva le porte non sono aperte, sono spalancate»: promessa diffusa la notte del 2 maggio, dopo la partita perfetta con il Manchester United), e di Adriano Galliani poi («per Andriy terremo libero per i prossimi due mesi il posto da extracomunitario»: proclama sventolato il 9 maggio scorso a Milanello) lo avevano autorizzato a confidare nel grande rientro.
Persino la bella moglie americana, additata come la grande burattinaia della fuga al Chelsea, stanca di vedere il marito depresso, aveva benedetto la scelta di tornare a Milano: proprio nei giorni in cui i rossoneri conquistavano la Coppa dei Campioni, Kristen Pazik confidava a Chi: «In Italia ci sentiamo a casa: vedrei bene Andriy al fianco di Ronaldo, uno dei miei giocatori preferiti». In quei giorni era francamente difficile escludere l'happy end alla vicenda. Tanto che l'ucraino era piombato a Milano subito dopo la fine del campionato per rinnovare il permesso di soggiorno italiano. Cosa è successo nelle ultime due settimane? Niente. È appunto questa mancanza di notizie, di contatti, di messaggi che inquieta l'attaccante. Che attraverso i giornali ha saputo di essere scivolato dalla testa della hit parade dei desideri milanisti al secondo posto, dietro Samuel Eto'o (ammissione di Galliani in Sardegna). Di certo dietro i tentennamenti della dirigenza milanista si celano diversi fattori: 1) la richiesta esorbitante ma comprensibile di Roman Abramovich, disposto a privarsi del suo gioiello per una cifra non inferiore ai 30 milioni di euro; 2) le perplessità di diversi esponenti autorevoli dello spogliatoio milanista che non hanno digerito l'addio frettoloso del campione di Kiev nell'estate tribolata di Calciopoli; 3) la volontà di puntare su nomi nuovi. Star, magari più giovani (come il camerunese del Barça), che non abbiano problemi di relazioni complicate da riallacciare nell'ambiente. Campioni sui quali convergerebbe l'assenso di tutti i tifosi e non solo di una parte. Sheva è pessimista ma non ha ancora spento il cellulare.
Tutte le paure di questi giorni...della vigilia...di stamattina fino a stasera, il cuore che batteva all'impazzata, tutto si è accumulato nel giro di 3 minuti, quegli ultimi secondi che ci separavano da lei.. E' NOSTRA!!!!
e alla fine....

Ho urlato..ho saltato..ho temuto...(ho bestemmiato
) e alla fine ho pianto di gioia, un pò di tempo per crederci davvero..ma le immagini parlavano chiaro.
Quel biglietto pronto per me..avrei potuto essere lì come con il Manchester..ma per stavolta ho solo saltato la corsa!
Ora tutti per miracolo tifosi del Milan...ma dov'eravate quando la squadra ne aveva bisogno, dov'eravate quando la squadra era in crisi?Bisognava crederci...e alla fine solo chi ci ha creduto è arrivato a stasera!!!!
IO NON TI HO MAI ABBANDONATO!!!!


|
TURNO |
MILAN |
LIVERPOOL |
| Preliminari | Milan-Stella Rossa 1-0 | Liverpool-Maccabi Haifa 2-1 |
| Stella Rossa-Milan 1-2 | Maccabi Haifa-Liverpool 1-1 | |
| Fase a Gironi | Milan AEK Atene 3-0 | PSV-Liverpool 0-0 |
| Lille-Milan 0-0 | Liverpool-Galatasaray 3-2 | |
| Anderlecht-Milan 0-1 | Bordeaux-Liverpool 0-1 | |
| Milan-Anderlecht 4-1 | Liverpool-Bordeaux 3-0 | |
| AEK Atene-Milan 1-0 | Liverpool-PSV 2-0 | |
| Milan-Lille 0-2 | Galatasaray-Liverpool 3-2 | |
| Ottavi di Finale | Celtic Glasgow-Milan 0-0 | Barcellona-Liverpool 1-2 |
| Milan-Celtic Glasgow 1-0 | Liverpool-Barcellona 0-1 | |
| Quarti di Finale | Milan-Bayern Monaco 2-2 | PSV-Liverpool 0-3 |
| Bayern Monaco-Milan 0-2 | Liverpool-PSV 1-0 | |
| Semifinali | Manchester UTD-Milan 3-2 | Chelsea-Liverpool 1-0 |
| Milan-Manchester UTD 3-0 | Liverpool-Chelsea 1-0 (5-1 dcr) |

La società invita Shevchenko alla finale di Champions ad Atene contro il Liverpool. L'attaccante del Chelsea accetta con entusiasmo. Si tratta di un altro atto d'amore: si sta lavorando per riportare l'ucraino al Milan. Il fatto che sia extra-comunitario non è un problema perchè i rossoneri stanno per cedere il brasiliano Ricardo Oliveira (al Parma?).

Andriy Shevchenko sarà operato di ernia inguinale nella giornata di martedì. Lo ha comunicato la società inglese attraverso una nota comparsa sul sito internet.
L`ex giocatore del Milan, che a causa di questo problema era stato costretto a saltare la sfida di ritorno con il Liverpool costata al Chelsea la finale di Champions League, sara` sottoposto all'intervento chirurgico nella giornata di martedì.
IN BOCCA AL LUPO CAMPIONE!!!
ragazzi...davvero GRAZIE
io ancora devo riprendermi da ieri, esperienza indimenticabile, partita perfetta, atmosfera unica..
questo è il MILAN!!!!!!!!
l'adrenalina a mille, la tensione che ti assale, la paura...la voglia di essere lì in mezzo al campo affinchè la palla entri in rete, e alla fine la gioia immensa..ancora non riesco a descrivere tutte le emozioni che mi sono passate addosso ieri!!!
e tutto questo grazie a voi!!!!!!!!!!!!
RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA COPPA!!!!!!!!!!!!


Londra, 29 novembre 2006
Il popolare 'Sun' non ha dubbi: il Chelsea potrebbe dare Andriy Shevchenko in prestito al Milan fino al termine della stagione. Il Milan, che durante l'estate ha lasciato partire Sheva per 45 milioni di euro, pagherebbe l'ingaggio del giocatore nei prossimi 6 mesi, più o meno la stessa cifra che fino all'anno scorso rappresentava lo stipendio dell'ex rossonero per l'intera stagione.
Il Chelsea, scrive il Sun, non è assolutamente soddisfatto del rendimento della punta, che sinora è andato a segno solo 3 volte. Il tecnico dei blues, Jose Mourinho, non si opporrebbe alla partenza dell'ucraino. Anzi. L'unica condizione posta dall'allenatore portoghese al patron Roman Abramovich è l'acquisto di un altro attaccante. L'uomo giusto per Mourinho è David Villa, del Valencia, che ha già fatto sapere di non volersi privare della punta, che ha una clausola di rescissione di 100 milioni di sterline (ca. 150 milioni di euro).
30/11/2006
L’operazione Shevchenko è partita. Il Milan sta cercando di riportare il fuoriclasse ucraino in rossonero con una formula, ovviamente da concordare con il Chelsea, che prevede il prestito gratuito fino al termine della stagione con il pagamento dell’ingaggio a carico della società di Via Turati. I dirigenti milanisti sono al lavoro per capire i margini di manovra e per limare i dettagli. Se fino a qualche tempo fa questo clamoroso ritorno era soltanto un’ipotesi per sognare i tifosi, adesso si può affermare con assoluta certezza che esiste un fondamento di verità.
PROGETTO GIA’ AVVIATO I rapporti tra il Milan e il Chelsea sono ottimi e ciò è testimoniato dagli affari che si sono conclusi tra i due club nelle ultime stagioni. Da Crespo a Shevchenko passando per il mancato trasferimento di Kaladze a Londra che, tuttavia, non suscitò la rabbia degli inglesi. Il discorso impostato da Galliani e Braida è sostanzialmente questo: Shevchenko non si trova bene nel Chelsea, ha evidenti problemi con il gioco di Mourinho, vorrebbe tornare in Italia, noi siamo disposti ad accoglierlo e potremmo restituirvelo a giugno 2007 in perfetta forma, esattamente come abbiamo fatto con Crespo.
30/11/2006
Quasi a zittire le voci di una sua presunta volontà di tornare al Milan, Andriy Shevchenko ha dichiarato dal sito del Chelsea che il suo obbiettivo è vincere con il club inglese.
"Dò ogni volta il 100% e penso solo al Chelsea, con cui voglio raccogliere successi - ha dichiarato Sheva - Ho un rispetto totale per il Chelsea e i suoi tifosi, così come per il calcio inglese e la cultura del Paese. Nello sport ci sono momento buoni e meno buoni, questo è normale e accetto le opinioni e le critiche nei miei confronti".
03/12/2006
Secondo quanto riportato dal tabloid britannico News of the World, il tecnico del Newcastle Glenn Roeder starebbe monitorando con grande interesse l'intricata vicenda di Andriy Shevchenko: il sogno del manager dei Magpies è quello di ottenere dal Chelsea il prestito fino al termine della stagione dell'asso ucraino, per porre definitivamente la parola fine agli atavici problemi dell'attacco bianconero, alle prese con gli infortuni di Owen e Ameobi e le deludenti prestazioni di Martins e Luque. "E' un affare che porterebbe benefici ad entrambe i club - dichiara un portavoce del Newcastle -. Permetterebbe a noi di risolvere i problemi in avanti, e al Chelsea di rigenerare il giocatore senza favorire una diretta concorrente al titolo".
7/12/2006
Finora è stato a guardare, ad ascoltare tutte le voci circolate nell'ultimo periodo sul suo futuro. Al Chelsea non trova spazio, il Milan ha bisogno di lui.
Andriy Shevchenko rompe finalmente il silenzio e parla al 'Guardian': "Se Mourinho non è soddisfatto del mio rendimento, sono pronto a tornare in Italia per dimostrare quanto di buono posso ancora fare".
"Qui mi sento a casa - ha detto l'ucraino -. Sfortunatamente il mio modo di giocare non soddisfa il tecnico".
"Un ritorno al Milan? Di questa cosa non ne ho ancora discusso con la dirigenza e probabilmente i vertici del club non hanno ancora deciso. Ma se dovesse succedere, io sarei pronto a fare le valigie".
"Ho molta fiducia nelle mie potenzialità. Se qualcuno qui non è soddisfatto allora tornerò in Italia senza problemi, e dimosterò quanto di buono posso ancora fare".
E ancora: "Non sono un giocatore finito, non ho niente da dimostrare a nessuno. Tutti sanno cosa Andriy Shevchenko è in grado di fare. Abramovich?Roman è un mio amico ed è completamente dalla mia parte, ma l'unica cosa che può fare è insistere sul prestito anzichè valutare l'ipotesi della cessione".
8/12/2006
Una smentita di facciata? Forse. Con un comunicato apparso sul sito ufficiale del Chelsea, Andry Shevchenko ha smentito le dichiarazioni attribuitegli dal Mirror, secondo cui il bomber ucraino era pronto a lasciare la squadra inglese per tornare agli amati colori rossoneri. L'intervista - secondo il sito - sarebbe una libera interpretazione di parole dette in passato, in particolare sarebbe stata ripresa un'intervista rilasciata da Sheva alla rivista russa ProSport nelle scorse settimane. "Voglio dare il 100 per cento per la mia attuale squadra - dice l'attaccante - e ho fame di successi con questa maglia. Ho totale rispetto per il Chelsea, per i suoi tifosi e per la cultura calcistica inglese. E' normale nella vita di un calciatore avere momenti buoni e altri meno positivi. Se mi dispiace fare la seconda punta con Drogba? No, l'ho gia' fatta nel Milan".
11/12/2006
Berlusconi ha poi definito Shevchenko 'un argomento chiuso'.
13/12/2006
Andriy Shevchenko è sulla porta e fa un cenno di saluto in direzione del taxi che sta accostando. Indossa la tuta del Chelsea, azzurro profondo, cromaticamente così diversa da quella del Milan. La stretta di mano è vigorosa, però gli occhi sono lo specchio del suo stato d'animo: che non è certamente quello degli anni italiani. Sheva sembra addirittura impaurito («No, no... È che voglio vivere tranquillo: sono stanco di tutte le voci, sono stanco di smentite»). Andriy prende la scala mobile e attraversa deciso la hall dell'albergo a quattro stelle che fa parte dell'arredamento di Stamford Bridge, la casa del Chelsea. Clienti, soprattutto business men, lo osservano curiosi. In Italia avrebbero fatto la coda per la foto e per l'autografo. «Vivo qui, a cinque minuti dallo stadio, e mi trovo bene». A dar retta ai lineamenti tirati, non si direbbe. Prima di isolarsi dal resto del mondo (in testa l'Italia) e di cambiare numero di telefono, aveva ricevuto un messaggio da Alberto Zaccheroni, il suo primo allenatore italiano: non mollare. «E io gli ho risposto subito. È stato molto carino con me. Ho un rapporto speciale con Zac, ma sono in affettuosi rapporti con tutti quelli con cui ho lavorato».
Andriy dice di essere un uomo felice ma a noi, che l'abbiamo visto sbarcare a Milano giovinetto, con la faccia smarrita e una improponibile camicetta griffata, ha dato l'impressione di essere un uomo pieno di dubbi. Sfoglia distrattamente i giornali italiani prima di soffermarsi su una grande foto di Crespo. «Come sta andando Hernan?». Benone, tra campionato e Coppe ha già segnato 9 gol... «Sono proprio contento per lui. Ma io, anche se non sembra, con il Chelsea ne ho segnati 6» (come dire: non c'è poi questa grande differenza).Andriy controlla pure la classifica della serie A: «Senza la penalizzazione il Milan adesso sarebbe... uno, due, tre, quattro, cinque... Sarebbe quinto con la Lazio». E se non avesse avuto la penalizzazione e avesse avuto ancora Shevchenko, forse sarebbe addirittura un po' più su. Vero Andriy? «L'ho già detto e lo ripeto, una volta per tutte. Io ho grande rispetto per il Milan e per i suoi tifosi, specialmente quelli della curva. A tutti invio un grande abbraccio e un saluto perché mi sono rimasti nel cuore. Però io ho fatto una scelta e non è giusto che, tre mesi dopo, possa pensare di tornare sui miei passi».
E allora come sono nate tutte le indiscrezioni degli ultimi giorni?
«Non ne ho idea. Io so soltanto che ci sono momenti difficili e momenti facili, ma quando fai una scelta devi andare fino in fondo».
Anche Berlusconi sarebbe stato contento se lei avesse deciso di tornare.
«Ah, il presidente. Per lui nutro un grandissimo affetto. Ha fatto tanto per me».
Vero: le ha permesso di andarsene...
«Non voglio più spiegare certe cose. Basta. In questi mesi ho parlato pochissimo apposta. Una persona deve avere il tempo per ambientarsi. Qui è tutto nuovo: il club, la lingua, il modo di giocare. È tutto diverso».
Dica la verità: davvero non ha mai pensato di tornare a Milano? Neppure per un attimo?
«Uno che fa una scelta precisa e lascia una grande società dove è stato bene per sette anni, per andare in un'altra grande società, mica può mollare subito. Anche se il momento è difficile».
Ha mai sentito Galliani?
«Certo che l'ho sentito. Per salutarlo, per amicizia».
Lei è finito nel mirino della stampa inglese e di quella italiana. Differenze?
«Qui non conosco bene la situazione come in Italia. E poi non leggo i giornali. So che si parla di tante cose. Ho la mia strada e la seguo. I giornali oggi scrivono in un modo, domani scrivono in un altro».
Però gli inglesi si sono permessi di fare il conto di quante bottiglie di vodka avrebbe potuto comperare Abramovich con i 45 milioni di euro spesi per il suo acquisto (ride, è l'unica volta).
«Io porto rispetto per tutti. Possono scrivere quello che vogliono».
Senta, Sheva. Non si sente un po' in colpa per avere lasciato il Milan in queste condizioni?
«Il Milan riemergerà».
Sì, però intanto sta viaggiando ad un ritmo che porta diritto in serie B.
«Ma la squadra in questo momento sta andando così perché ha tanti giocatori stanchi e tanti infortunati. Quasi tutti i milanisti hanno giocato i Mondiali. Sono sicuro che a gennaio si riprenderanno alla grande».
Complimenti per l'ottimismo. «Ho fiducia al 100 per cento nei miei ex compagni e nell'allenatore. I tifosi in questi momenti difficili devono sostenere i ragazzi».
A proposito di allenatore, ha più sentito Ancelotti?
«Carlo l'ho sentito un paio di mesi fa per il mio compleanno. Mi ha fatto gli auguri».
Ha idea di come potrebbero accoglierla i tifosi se lei, con il Chelsea, dovesse tornare a San Siro?
«Ora ho talmente tanti pensieri per la testa che non ne voglio aggiungere altri. Comunque vorrei che una cosa del genere non succedesse mai».
Pare che Maldini e Gattuso fossero contrari all'eventualità di un suo ritorno.
«Parlo spesso con tanti giocatori del Milan, ma non ho mai affrontato un argomento del genere. Anche perché non torno».
Però certe cose sono state scritte. Possibile che si tratti sempre di invenzioni?
«Non mi interessa. Conosco bene i miei ex compagni e non credo a quello che è stato scritto».
Come si sente un grande attaccante senza gol? È una situazione frustrante?
«Non è che non faccio più gol. Non ne segno tanti e con la stessa regolarità di prima. La verità è che qualche gol lo faccio ancora. Noi calciatori non siamo macchine. Ci sono periodi in cui la ruota gira in un modo: bisogna crederci».
Differenze tra il gioco del Chelsea e quello del Milan.
«Sono totalmente diversi. Il Milan fa più possesso palla, qui la manovra è molto più veloce».
Qualcuno sostiene che lei abbia sbagliato squadra. Venendo in Inghilterra, avrebbe dovuto scegliere l'Arsenal, più adatto alle sue qualità.
«Ora io sono qui e mi devo adattare a questo tipo di gioco e a tutto quello che chiede questo allenatore».
Mourinho ha detto che lei non è tra gli intoccabili. Commenti?
«Questa cosa non mi dà fastidio per niente. Una grande squadra non può garantire il posto ad alcuno. Se non sei in grado di dare quello che pretende l'allenatore, allora è giusto che giochi qualcun altro».
Non è che l'amicizia con Abramovich si sia trasformata in un boomerang per lei?
«Io sono stato voluto dalla società. Abramovich è il mio presidente e io sono un giocatore del Chelsea. Il nostro rapporto è questo. Il resto sono chiacchiere».
Proprio ieri il Times scriveva che lei sembra il tassello di un puzzle finito nella scatola sbagliata.
«Io mi sto impegnando al 100 per cento. Alla fine si vedrà se il posto è quello giusto oppure no».
Cosa le manca dell'Italia?
«Mi mancano gli amici e mi manca il cibo. Anche qui a Londra cerco di mangiare all'italiana, ma non è la stessa cosa».
E che cosa invece non le manca?
«La pressione. Qui ti lasciano vivere in maniera normale».
Stando ad indiscrezioni, a fine carriera lei potrebbe diventare presidente del Chelsea.
«In questo momento mi sforzo di vivere il presente. È troppo presto per dire certe cose».
Che cosa le ha dato più fastidio del polverone di questi giorni?
«Mi infastidisco quando pubblicano cose che non ho mai detto».
Allude all'Italia o all'Inghilterra?
«Dappertutto».
Potendolo, chi si sarebbe portato dal Milan per giocare con lei nel Chelsea?
«Per cortesia, non voglio rispondere a queste domande».
Ma è un divertimento.
«Questo non è il momento per divertirsi. Qui se una cosa è bianca, è bianca. E se una cosa è nera, è nera».
Sheva, con il senno di poi, rifarebbe la scelta che ha fatto?
«Quando uno prende una strada, la deve seguire fino in fondo. Soltanto alla fine potrà valutare se le cose sono andate bene oppure no».
COME FINIRA'????????


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